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Giu

Augusto Piersanti: 15 aprile 1919, il Duca d’Aosta lo ricorda all’inaugurazione del monumento ai caduti di Paradiso

Discorso pronunciato da Sua Altezza Reale il Duca d’Aosta all’inaugurazione del monumento ai caduti di Paradiso – 15 APRILE 1919

Mi trovo oggi in questi luoghi sacri per un compito d’onore, di riconoscenza, di devozione che io adempio con lo stesso animo vivamente commosso di tutti voi, che mi conoscete, che mi udite, che mi amate.

I prodi caduti, che noi in quest’ora sacra di ricordi, pietosamente onoriamo, sono veramente degni di questa nobile esaltazione. Essi perirono strenuamente combattendo nelle ultime ore della battaglia e della guerra fin all’ultima nota della vittoria e della gloria.

Belli e santi i nostri caduti: quelli che, inconsci ma devoti, furono ghermiti dalla fosca dea improvvisa, quelli che crudamente perirono nelle mute viglie (sic!), quelli che animati da una sublime speranza nell’ardore della battaglia, offrirono la vita per conquistare l’invocato destino.

Ma questi ultimi morti, che oggi onoriamo, al nostro cuore sono i più santi, i più belli. Veterani di cento prove rimasti incolumi, giovinetti  imberbi, frementi di speranze e di sogni, scagliarono l’anima oltre la morte, oltre il destino, consapevoli, nell’attimo stesso in cui la battaglia stava per essere interrotta.

Nei nostri cuori, come su questa pietra votiva, rimarrà eternamente impressa la radiosa giornata che ha superbamente coronati i nostri sforzi  supremi in un rosso tramonto di fulgida vittoria.  Non dimenticherò io certo il tuo intrepido valore, o sottotenente RIVA VILLASANTA, diciottenne duce di arditi consacrata della medaglia d’oro; né te, o tenente PIERSANTI , né te sottotenente BALSAMO che impetuosamente caricaste il nemico alla testa dei valorosi cavalleggeri, né tutti gli umili, oscuri eroi che col loro olocausto infransero l’ultima resistenza avversaria.

La vostra lagrimata morte è ammonimento per noi, che la vittoria non può essere che frutto di sacrificio: a voi la gloria degli eroi, a noi il dovere di tenere viva la fiamma che ci lasciaste in pegno.

Salvete o caduti della ultima ora! Il duce della terza Armata, vostro padre affettuoso, sarà sempre con voi nel ricordo, nella gratitudine, nella speranza!.

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