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13
Ago

Un sopravvissuto al gas: Loreto Fioravanti di Preci

L'Italia. 14 dicembre 1916. Collezione Orano Donati.

L’Italia. 14 dicembre 1916. Collezione Orano Donati.

Loreto Fioravanti nasce  il 9 dicembre 1897  a Poggio di Croce, nel comune di Preci, da Carlo e Maria Bretoni. Viene chiamato alle armi il 21 settembre 1916.

Il 9 ottobre  é inquadrato a Roma nel 6° reggimento genio ferrovieri con la specialità “fotoelettricisti”. Così, egli stesso, riassume il tempo passato “sotto le armi” dove “ha tenuto buona condotta ed ha servito con fedeltà ed onore”:

Il 23 marzo del 1917, partito da Roma sono venuto a Torino e ci sono stato 10 giorni e il giorno 3 aprile 1917 mi hanno mandato a Padova e si stava bene: tutti i giorni si strigliavano i muli e il giorno 19 giugno 1917 sono partito insieme con Loreto Petrini e ci hanno mandato nella zona castria e sono stato un mese nel paese chiamato Castionze, e poi mi hanno mandato in posizione; lì avevamo li muli e pure si stava non tanto bene e tutti i giorni a …. le legna e riportavano in trincea dove la sera di notte le palle fischiavano ma noi sempre coraggio. Lì ci davano una lira al giorno e il 4 settembre trovai il mio parente Giacinto. Poi per sfortuna il giorno 28 ottobre c’è stata la ritirata e di notte tempo il tenente mi ha mandato in prima linea per servizio: pioveva e nevicava a camminare per quei monti, era proprio da morire. Poi la mattina siamo partiti coi muli e senza mangiare, mentre pioveva,  abbiamo camminato 15 giorni. Si facevano 25 e 30 chilometri il giorno e senza mangiar, tutti bagnati, bisognava andare avanti perché gli austriaci erano vicini. Non si sa quanti monti e quante valli abbiamo passati: quella fu brutta. La sera bisognava andare senza mangiare e tutti bagnati nei fienili. Finalmente il 15 novembre siamo arrivati a Bolzano Vicentino, poi il 28 novembre sono dovuto partire di nuovo e mi hanno mandato sull’altopiano di Asiago e lì le granate non finivano mai di girare ma per fortuna dopo due mesi mi sono ammalato che presi il gas asfissiante e dopo qualche giorno, il 19 gennaio, sono andato all’ospedale a Marostica e vi rimasi per due giorni. Poi mi hanno portato all’ospedale di Vicenza e ci stinti 6 giorni, poi mi hanno portato all’ospedale di Bologna e ci sono stato altri 12 giorni e il giorno 9 febbraio sono sortito con 30 giorni di convalescenza e la mia malattia era febbre gastrica intestinale e catarro bronchiale, sicché dopo 18 mesi sono stato a casa. Il giorno 15 marzo sono ripartito di casa e sono stato a Torino, poi da Torino mi hanno rimandato a Roma alla mia compagnia. Poi il 19 aprile di nuovo mi hanno fatto ripartire e mi hanno rimandato a Torino. Poi mi hanno fatto ripartire da Torino il 1 giugno 1918 e mi hanno rimandato al fronte e sono andato a Sant’Anna Morosina e ci sono stato 4 giorni, poi mi hanno fatto partire e mi hanno mandato al 18°. Poi sono andato sul Monte Grappa e ci sono stato 42 giorni e poi il primo agosto sono andato a riposo a Mussolente e ci sono stato un mese. Si stava bene perché c’era tanta uva e …… Poi il 3 settembre mi hanno mandato di nuovo in posizione e il 3 ottobre mi hanno dato il cambio e il giorno 5 ottobre del 1918 mi hanno mandato in licenza di 10 giorni e sono tornato il giorno 21alla compagnia e la notte del 23 ottobre è cominciata l’offensiva. Il 24 mi hanno fatto partire con una someggiata per l’avanzata e in quei giorni si stava molto male perché si mangiava poco e c’era molto servizio. Il giorno primo novembre è cominciata l’avanzata e siamo partiti dal Monte Grappa e abbiamo passato molti paesi: abbiamo camminato 6 giorni e siamo arrivati ai confini, sui monti del Tonale e poi siamo tornati indietro perché il giorno 4 novembre del 1918 è stato firmato l’armistizio poiché sono venuti i parlamentari austriaci. Siamo stati in un paese chiamato S. Donato; poi in un altro paese chiamato Lauro e poi in un  altro chiamato Fonzaso il giorno 9 e abbiamo fatti 60 chilometri e siamo venuti a Mussolente. Sono ripartito nuovamente il giorno 13 e abbiamo fatti 30 chilometri e siamo venuti a Sant’Anna Morosina e lì si faceva solo governo ai muli. Ci sono stato un mese e poi ci hanno portato a Crocetta Trevisana il 12 dicembre. Poi il 3 febbraio del 1919 sono andato in licenza e ho fatti 36 giorni poi sono tornato il 16 marzo a Crocetta Trevigiana, poi il 10 luglio sono ritornato in licenza di 20 giorni e sono rientrato a Crocetta il 10 agosto. Il 15 agosto sono andato a Venezia e ci siamo stati 4 giorni e il 22 agosto sono andato a Roma e sono stato fino al 6 gennaio del 1920 che mi hanno congedato”.

Per i meriti acquisiti e per le fatiche coraggiosamente sopportate durante la Grande Guerra è stato autorizzato a fregiarsi del distintivo istituito col regio decreto 21 maggio 1916 n. 641 e ad apporvi  due  stellette.

Il 13 giugno 1940 viene richiamato alle armi per “mobilitazione generale” e a Roma è inquadrato nel 52° Reggimento Fanteria. Viene subito a trovarsi in territorio dichiarato in stato di guerra e questo fino al 30 giugno 1940.

Il 21 luglio di quello stesso anno viene inviato in licenza agricola per 15 giorni.

Dal 5 agosto al 19 novembre del 1940 rientra in servizio per poi essere congedato definitivamente

Il suo impegno, anche se in altra forma, è proseguito anche successivamente:  con grande  determinazione ha fornito una preziosa assistenza ai prigionieri di guerra alleati ed a tutti coloro che cercavano di sottrarsi alla cattura, dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943.

Per il coraggio e la grande umanità dimostrata in quei difficili momenti ha ottenuto due  certificati di benemerenza: uno  da parte del Generale dell’Esercito Americano  e l’altro dal Maresciallo Britannico Comandante Supremo delle forze alleate del Mediterraneo.

Il 27 febbraio del 1971, su proposta del Ministro per la Difesa, il Presidente della Repubblica gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Dal foglio matricolare risulta che il soldato Loreto Fioravanti è stato inviato il congedo illimitato il 27 dicembre 1919.

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